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CIN e CIPAT in Trentino: cosa serve per affittare una casa vacanza

Il CIPAT non è più il codice da esporre: oggi serve il CIN nazionale. Ecco come si ottiene in Trentino, passo per passo, e cosa rischia chi non lo ha.

A cura di Go New Location · Aggiornata il

In breve

  • Dal 2 novembre 2024 il CIPAT provinciale è stato abrogato come codice da esporre: oggi serve il CIN, il Codice Identificativo Nazionale.
  • In Trentino si parte sempre dalla comunicazione dell'alloggio in DTU Alloggi, la banca dati della Provincia. Solo dopo si chiede il CIN al Ministero del Turismo.
  • Il CIN va esposto all'esterno dell'edificio e indicato in ogni annuncio, compresi Airbnb, Booking e il proprio sito.
  • Ogni alloggio deve avere rilevatori di gas e di monossido di carbonio funzionanti ed estintori a norma.
  • Senza CIN la sanzione va da 800 a 8.000 euro; senza esporlo o indicarlo, da 500 a 5.000 euro per ciascun alloggio.

Che cos'è il CIN

Il CIN è un codice alfanumerico introdotto dall'articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023 per identificare in tutta Italia gli alloggi dati in locazione turistica o breve e le strutture ricettive. Lo assegna il Ministero del Turismo attraverso la Banca dati strutture ricettive (BDSR).

Il codice ha sempre la stessa forma: il prefisso IT, il codice ISTAT della provincia e del comune, un codice che indica la tipologia dell'alloggio e una stringa finale. Così chiunque, dal Comune all'ospite, può capire da dove viene.

Che fine ha fatto il CIPAT

Il CIPAT, il Codice Identificativo Provinciale degli Alloggi Turistici, era stato introdotto dalla Provincia autonoma di Trento nel 2020. Dal 2 novembre 2024 è stato abrogato come codice da pubblicare: secondo la Provincia oggi resta solo un identificativo interno della struttura, utile a collegare tra loro le diverse banche dati.

In pratica, se avete ancora la vecchia targhetta CIPAT o il codice CIPAT negli annunci, va sostituito con il CIN.

Come si ottiene il CIN in Trentino, passo per passo

  1. Comunicazione dell'alloggio in DTU Alloggi. Prima di offrire la casa in affitto va presentata la comunicazione prevista dall'articolo 37 bis della legge provinciale 7/2002. Si fa online sul portale alloggituristici.provincia.tn.it con SPID, CIE, CPS o CNS, oppure con il modulo cartaceo da consegnare al Comune. Servono i dati catastali dell'alloggio (comune catastale, particella edificiale, subalterno), il codice fiscale del proprietario e un indirizzo email. È gratuita.
  2. Attesa del passaggio dei dati. La banca dati provinciale e quella nazionale si aggiornano in modo asincrono. La Provincia indica di attendere almeno 60 minuti dopo la comunicazione; le domande frequenti del portale consigliano di fare la richiesta il giorno successivo.
  3. Richiesta del CIN sulla BDSR. Si accede con SPID o CIE alla banca dati del Ministero del Turismo, si ritrova l'alloggio comunicato e si chiede il codice con una dichiarazione sostitutiva sui dati catastali e sul possesso dei dispositivi di sicurezza richiesti dalla legge.
  4. Esposizione e pubblicazione. Ottenuto il CIN, va esposto all'esterno dell'edificio e inserito in tutti gli annunci.

La comunicazione in DTU va aggiornata ogni volta che cambiano i posti letto e quando si smette di affittare. Se cambia chi gestisce l'alloggio, il nuovo gestore presenta una nuova comunicazione.

Dispositivi di sicurezza obbligatori

Il comma 7 dell'articolo 13-ter chiede che ogni alloggio dato in locazione turistica o breve sia dotato di:

  • rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti;
  • estintori portatili a norma di legge, in posizione accessibile e visibile, in particolare vicino agli accessi e alle zone di maggior pericolo: uno ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione, con un minimo di uno per piano.

Chi affitta in forma imprenditoriale deve inoltre avere impianti conformi alle norme di sicurezza statali e provinciali.

Dove va esposto e indicato il CIN

Il codice va esposto all'esterno dello stabile in cui si trova l'alloggio, nel rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, e va indicato in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato. Anche i portali e le agenzie che pubblicano l'annuncio sono tenuti a mostrarlo.

Gli altri adempimenti per chi affitta in Trentino

  • Comunicazione degli ospiti alla Questura tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, dopo aver chiesto l'accesso alla Questura di Trento. Il mancato invio è un reato, previsto dagli articoli 17 e 109 del TULPS.
  • Dati statistici ISTAT su arrivi e partenze, da inviare tramite il portale provinciale o con l'aiuto dell'Azienda per il Turismo della zona.
  • Imposta provinciale di soggiorno, secondo le indicazioni di Trentino Riscossioni.
  • Affitti oltre i 30 giorni: l'alloggio va comunque comunicato in DTU e il contratto registrato all'Agenzia delle Entrate.

Quando l'affitto diventa attività d'impresa

Dal 1° gennaio 2026, con la legge di bilancio 2026, chi destina alla locazione breve più di due appartamenti in un anno è considerato per legge un'attività d'impresa. In passato la soglia era di quattro appartamenti.

Chi affitta in forma imprenditoriale deve presentare una SCIA allo sportello SUAP del Comune, oltre alla comunicazione in DTU Alloggi. Senza SCIA la sanzione va da 2.000 a 10.000 euro. Per gli aspetti fiscali, come la cedolare secca, conviene confrontarsi con il proprio commercialista.

Le sanzioni

ViolazioneSanzioneNorma
Alloggio senza CINda 800 a 8.000 euroDL 145/2023, art. 13-ter, c. 9
CIN non esposto o non indicato negli annuncida 500 a 5.000 euro per alloggio, con rimozione dell'annuncioDL 145/2023, art. 13-ter, c. 9
Mancano rilevatori o estintorida 600 a 6.000 euro per ciascuna violazioneDL 145/2023, art. 13-ter, c. 9
Attività d'impresa senza SCIAda 2.000 a 10.000 euroDL 145/2023, art. 13-ter, c. 9
Comunicazione in DTU omessa o incompletada 200 a 600 euro per alloggiol.p. 7/2002, art. 37 bis

Le sanzioni nazionali sono graduate in base alle dimensioni dell'alloggio e le applica il Comune, attraverso la polizia locale. Se lo stesso fatto è già sanzionato da una norma provinciale, si applica quella.

Come vi aiutiamo

Per le case che gestiamo in Val di Fiemme e in Val di Fassa ci occupiamo noi di tutta questa parte: comunicazione in DTU Alloggi, richiesta del CIN, codice negli annunci, registrazione degli ospiti e dati statistici. Il proprietario firma ciò che serve e non deve seguire scadenze e portali.

Domande frequenti

Serve il CIN anche se affitto la casa solo poche settimane all'anno?

Sì. In Trentino la comunicazione in DTU Alloggi va fatta anche per periodi brevissimi o se si affitta sempre alla stessa famiglia, e chi propone un alloggio in locazione turistica o breve deve avere il CIN, esporlo e indicarlo negli annunci.

Ho ancora la targhetta CIPAT: devo toglierla?

Dal 2 novembre 2024 il CIPAT non è più il codice da esporre. All'esterno dell'edificio e negli annunci va indicato il CIN, che lo sostituisce.

Quanto costa ottenere il CIN?

La comunicazione dell'alloggio in DTU Alloggi è gratuita. Il CIN si richiede online sulla banca dati del Ministero del Turismo con SPID o CIE.

Quanto tempo devo aspettare tra la comunicazione in DTU e la richiesta del CIN?

La Provincia indica almeno 60 minuti, perché le due banche dati si aggiornano in modo asincrono. Le domande frequenti del portale provinciale consigliano di fare la richiesta il giorno successivo.

Chi controlla e applica le sanzioni?

Il Comune in cui si trova l'alloggio, attraverso la polizia locale. Le sanzioni nazionali vanno da 500 a 10.000 euro a seconda della violazione e delle dimensioni dell'alloggio.

Con quanti appartamenti l'affitto breve diventa un'attività d'impresa?

Dal 2026 si presume l'attività d'impresa quando si destinano alla locazione breve più di due appartamenti in un anno. In quel caso serve anche la SCIA al SUAP del Comune.

Fonti

Questa guida ha scopo informativo e riassume le norme in vigore alla data di aggiornamento. Non sostituisce la consulenza di un professionista: prima di decidere verificate sempre i testi ufficiali e, per gli aspetti fiscali, il vostro commercialista.

Per i proprietari

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